domenica 28 luglio 2013

Il male del secolo..rinunciare a reagire.

In Spagna li chiamano "Ninis" ("Ni trabajadores ni estudiantes"), in Italia non hanno una denominazione. Potremmo definirli i "rinunciatari": persone in età lavorativa, che peró non cercano lavoro nè studiano più.
Il fenomeno è comunque su scala europea. Ci attestiamo sul 4,2% per la Spagna fino al picco italiano dell'11,2% (fonte Reuters 2011).
Il valore è preoccupante perchè delinea proprio il disagio di chi ha smesso di cercare di collocarsi sul mercato del lavoro. 
Un po' la responsabilità rimane di chi avrebbe dovuto pensare ad una politica del lavoro volta ad alleggerire la tassazione per le imprese che assumono, un po' la contingenza del periodo storico-economico non aiuta: il mercato del lavoro in Italia sembra inchiodato, immobile e chiaramente non si sbloccherà da solo, seppur credo sia questo quello che credono tutti vista la non-azione mossa al riguardo.
Quello che possiamo fare è non lasciarci avvilire da questa situazione (non è facile chiaramente).
L'altro passo è non stancarsi di cercare: i frutti arriveranno.
Cogliamo l'occasione per coltivare le nostre passioni e non lasciamoci abbrutire da questa mancanza di volontà di chi ci governa e non si rende conto di quale futuro inconsistente ci sta lasciando.. 





mercoledì 17 luglio 2013

Nuovi mestieri avanzano!

Dilaga la globalizzazione, la crisi incalza, i figli vogliono tutti andare all'Università, ed il risultato è che scompaiono in maniera inesorabile i "vecchi mestieri". Sono sempre meno i calzolai, gli idraulici, i sarti per fare solo alcuni esempi.
I giovani non sono disposti ad imparare questi lavori, preferiscono vedersi dietro ad una scrivania a fare un qualsiasi lavoro che non rientri nell'ormai obsoleto (secondo loro) settore dell'artigianato.

Parallelamente invece nascono anche nuovi mestieri : figure contemporanee rispetto ai tempi che avanzano che a volte, vanno a completare una "lacuna" sociale del sistema Italia.
Un esempio su tutti che mi ha davvero sorpreso per la sua originalità è la figura specializzata nel far addormentare vostro figlio.
Non parliamo di una nè di  una tata nè di una baby-sitter, ma semplicemente di una persona che, ricevuta la chiamata di aiuto, raggiunge la famiglia in questione e in 48 ore riesce a capire perchè il bimbo non dorme, arrivando con successo a farlo riposare bene con un enorme sollievo da parte di mamma e papà!
Quando ho sentito questa notizia mi è venuto un po' da sorridere. L'idea mi sembra molto originale e assolutamente efficace allo stesso tempo; poi però è sopraggiunta una riflessione: i ritmi sono ormai spasmodici e nelle famiglie di oggi sia l'uomo che la donna lavorano (per evidenti esigenze di sostenibilità).
Premesso ciò e nonostante tutto, si decide lo stesso di avere un figlio (o forse più), con un affaticamento di base però di gran lunga maggiore per la famiglia rispetto forse a trent'anni fa.
Proprio per questo è assolutamente fondamentale il sostegno dello stato da questo punto di vista.
In Francia per es., esiste un sistema di welfare tale da proteggere ed affiancare le neo mamme che, oltre all'assegno familiare destinato ad ogni figlio che nasce, prevede anche un contributo (che varia in base al reddito) per far sì che la neo mamma possa essere affiancata da una baby sitter per un determinato periodo. Il tutto per favorire il suo reinserimento al lavoro.
Mi chiedo perchè non sia possibile avere una politica sociale di questo tipo anche in Italia.
L'essere umano è vero si adatta alle vicissitudini della vita, ma credo che la presenza dello Stato in questo senso sia assolutamente necessaria. State certi che non assisteremmo al nascere di nuovi mestieri come quello qui citato: che non è altro che il campanello d'allarme di un malessere per uno Stato che non c'è.