Razionalizzazione delle risorse sia
monetarie che presenti in natura, vista l’epoca particolarmente delicata e
fragile in cui viviamo. E allora “Te lo regalo se vieni a prenderlo”: sembra
uno slogan, ma in realtà è un gruppo chiuso Facebook, diffuso a livello
nazionale, al quale si accede solo su invito da parte di chi già vi appartiene.
Unico obiettivo è barattare oggetti che non servono più ai rispettivi
proprietari ma che potrebbero trovare nuova collocazione per qualcun altro. Via
quindi alla pubblicazione della foto dell’oggetto che vogliamo donare: carrozzine
per bimbi, vestiti per neonati, vasi, stoviglie, fumetti, libri, cellulari un
po’ datati, biciclette, scarpe, aspirapolvere, radio, sveglie e potrei
proseguire per ore elencando tutto quello che possiamo immaginare e che su “Te
lo regalo se vieni a prenderlo” c’è!

Mi sono avvicinata all’iniziativa
perché credo che il baratto sia un concetto da non sottovalutare, soprattutto
in questo momento: sia per il suo aspetto solidale, che per quello
eco-comp
atibile: evitiamo infatti di gettare quello che non ci serve più (ma
che magari è ancora in buone condizioni per essere usato), donandolo a chi può averne
bisogno in quel momento. Meno rifiuti quindi in questo senso, la maggior parte
dei quali sarebbero indifferenziabili (secco non riciclabile quindi in
prevalenza).
Il sistema è semplice perché si
ragiona per zone: una volta pubblicata la foto ed il breve annuncio - che
spiega le caratteristiche dell’oggetto-, si termina con l’inserire la zona di
ritiro preferita. Chi è interessato all’oggetto quindi potrà prenotarsi.
L’assegnazione è a piacimento del “donante” e, una volta assegnato l’oggetto,
gli accordi si prendono in privato e a ritiro effettuato si chiude il post.
Molto importante il discorso di
ragionare per zone (della città o della Regione di riferimento): altrimenti si
rischierebbe davvero di impattare sull’ ambientale percorrendo “n” kilometri
per arrivare a ritirare un oggetto. Il principio è prenotarsi su zone limitrofe
a dove si vive o si lavora, o zone di passaggio e quindi comunque comode sia
per chi dona che per chi riceve.
A monitorare la situazione ci
sono poi moderatori ed amministratori, che invitano a leggere sempre le
condizioni di utilizzo del gruppo e richiamano all’ordine quando e se
necessario.
I componenti sono tantissimi ed
in crescita esponenziale: per il Lazio per esempio siamo ad oltre 30.000.
Una bella iniziativa davvero, che
unisce e a volte riesce anche a far
nascere delle belle amicizie.

E se dovessi vedere un oggetto
che ti piace o di cui hai assolutamente bisogno ma che rimane in una zona di
ritiro troppo lontana per te, ecco arrivare le “staffette”: ossia persone che
si trovano magari a metà strada e si offrono di avvicinare l’oggetto al
destinatario.
Il grado di successo è sempre
molto alto, anche se nel gruppo esistono anche comportamenti poco consoni alla
natura dello stesso. La bellezza di tutto ciò però sta nel fatto che chi
dovesse mostrare intenzioni diverse da quelle consentite e necessarie a far
parte di questa realtà, viene subito allontanato.
Provate anche a voi a ragionare
in questi termini: organizzare un thè del baratto con le amiche durante il
cambio-stagione o provate a capire se quello di cui non avete più bisogno possa
essere utile per qualcuno vicino a voi! E buon baratto a tutti!