venerdì 3 gennaio 2014

Te lo regalo se vieni a prenderlo!

Razionalizzazione delle risorse sia monetarie che presenti in natura, vista l’epoca particolarmente delicata e fragile in cui viviamo. E allora “Te lo regalo se vieni a prenderlo”: sembra uno slogan, ma in realtà è un gruppo chiuso Facebook, diffuso a livello nazionale, al quale si accede solo su invito da parte di chi già vi appartiene. Unico obiettivo è barattare oggetti che non servono più ai rispettivi proprietari ma che potrebbero trovare nuova collocazione per qualcun altro. Via quindi alla pubblicazione della foto dell’oggetto che vogliamo donare: carrozzine per bimbi, vestiti per neonati, vasi, stoviglie, fumetti, libri, cellulari un po’ datati, biciclette, scarpe, aspirapolvere, radio, sveglie e potrei proseguire per ore elencando tutto quello che possiamo immaginare e che su “Te lo regalo se vieni a prenderlo” c’è!
Mi sono avvicinata all’iniziativa perché credo che il baratto sia un concetto da non sottovalutare, soprattutto in questo momento: sia per il suo aspetto solidale, che per quello eco-comp
atibile: evitiamo infatti di gettare quello che non ci serve più (ma che magari è ancora in buone condizioni per essere usato), donandolo a chi può averne bisogno in quel momento. Meno rifiuti quindi in questo senso, la maggior parte dei quali sarebbero indifferenziabili (secco non riciclabile quindi in prevalenza).
Il sistema è semplice perché si ragiona per zone: una volta pubblicata la foto ed il breve annuncio - che spiega le caratteristiche dell’oggetto-, si termina con l’inserire la zona di ritiro preferita. Chi è interessato all’oggetto quindi potrà prenotarsi.
L’assegnazione è a piacimento del “donante” e, una volta assegnato l’oggetto, gli accordi si prendono in privato e a ritiro effettuato si chiude il post.
Molto importante il discorso di ragionare per zone (della città o della Regione di riferimento): altrimenti si rischierebbe davvero di impattare sull’ ambientale percorrendo “n” kilometri per arrivare a ritirare un oggetto. Il principio è prenotarsi su zone limitrofe a dove si vive o si lavora, o zone di passaggio e quindi comunque comode sia per chi dona che per chi riceve.
A monitorare la situazione ci sono poi moderatori ed amministratori, che invitano a leggere sempre le condizioni di utilizzo del gruppo e richiamano all’ordine quando e se necessario.
I componenti sono tantissimi ed in crescita esponenziale: per il Lazio per esempio siamo ad oltre 30.000.
Una bella iniziativa davvero, che unisce  e a volte riesce anche a far nascere delle belle amicizie.
E se dovessi vedere un oggetto che ti piace o di cui hai assolutamente bisogno ma che rimane in una zona di ritiro troppo lontana per te, ecco arrivare le “staffette”: ossia persone che si trovano magari a metà strada e si offrono di avvicinare l’oggetto al destinatario.
Il grado di successo è sempre molto alto, anche se nel gruppo esistono anche comportamenti poco consoni alla natura dello stesso. La bellezza di tutto ciò però sta nel fatto che chi dovesse mostrare intenzioni diverse da quelle consentite e necessarie a far parte di questa realtà, viene subito allontanato.

Provate anche a voi a ragionare in questi termini: organizzare un thè del baratto con le amiche durante il cambio-stagione o provate a capire se quello di cui non avete più bisogno possa essere utile per qualcuno vicino a voi! E buon baratto a tutti!