sabato 23 aprile 2011

Parliamo di..acqua

Pensiamoci..
Dopo il monito sullo spreco di acqua nei paesi industrializzati, in contrasto con la situazione dei paesi in via di sviluppo (PVS) che spesso presentano un grado di accesso all’acqua potabile bassissimo, proviamo a dare il nostro contributo per un consumo responsabile: chiudiamo l’acqua mentre ci laviamo i denti! Scopriremo che tenere il rubinetto aperto è solo una consuetudine sulla quale si può lavorare per modificarla in meglio. Tale gesto non permetterà sicuramente all’acqua di arrivare a chi non vi ha accesso, ma preverrebbe un suo consumo eccessivo ed ingiustificato, che andrebbe ad intaccare le nostre falde acquifere senza ragione!

ACQUA
Acqua come risorsa indispensabile per vivere.
Acqua come risorsa non scontata, neanche nella nostra fetta di mondo..industrializzata.
Acqua come bene comune.
Cosa sta succedendo però ora?

C’è volontà di privatizzare questa preziosa risorsa per noi tutti.
Questo il motivo della raccolta firme e del successivo referendum i prossimi 12 e 13 giugno, con lo scopo di chiedere ai cittadini il parere al riguardo: privatizzazione sì o privatizzazione no?
A prescindere dagli schieramenti, questo mezzo si rivela sempre fondamentale in un paese democratico.
Pensiamo ai referendum in cui le donne hanno acquisito il diritto al voto nel 1946, al referendum sul divorzio nel 1981 e a quello sul nucleare del 1987.

Sospeso per ora il nuovo quesito sul nucleare, rimane al centro dell’attenzione quello sull’acqua. E proprio sulla scia di questo fermento vi segnalo un’iniziativa di design partecipativo, semplice ma così incisiva allo stesso tempo, di un’associazione culturale di Milano -la “a8b.it”, contro la privatizzazione dell’acqua.

Attraverso una campagna di sensibilizzazione tramite web e banchetti per l'Italia, è stato chiesto alle persone di "fare rete", segnalando sul sito: http://www.fontanelle.org/ le fonti di acqua della propria città, così da poter mappare le fontanelle pubbliche sul territorio nazionale (quelle che a Roma chiamiamo i “nasoni”).
Questo per dare un forte segnale all’opinione pubblica su quanto sia facile e forse scontato poter bere acqua senza dover necessariamente pagare.
Questa iniziativa ha una doppia natura: fa riflettere sulla libertà di poter accedere al cosiddetto “oro blu”, e sull’impatto ambientale dell'acquisto di bottiglie di plastica: non altro che polimeri, ovvero derivati del petrolio. 
Tornando all’iniziativa di "a8b.it", tutti possiamo contribuire a costruire questa rete di informazione segnalando le fontanelle vicino casa nostra o quelle che incontriamo durante una passeggiata, mentre andiamo al lavoro per es..
Su Milano il lavoro è completato: sarebbe interessante arrivare ad avere un quadro completo anche per il resto del nostro “bel paese”.
Ricordo il link: http://www.fontanelle.org/ dove è possibile seguire le evoluzioni di questo progetto.
Una bella iniziativa che non fa che confermare l’importante ruolo della rete come strumento collettivo per cambiare la percezione della realtà che viviamo.
L’acqua è un bene pubblico..a chi non farebbe piacere sapere che a pochi metri da dove si trova c’è una fontanella che ci permetterebbe di evitare sia la spesa di acquisto dell' acqua, che l’immissione nell’ambiente di un’ulteriore bottiglietta? Ringrazierebbero portafogli ed ambiente (la bottiglia è in PET e quindi riciclabile, ma comunque da smaltire). E poi chi ci assicura che il trasporto delle balle di acqua avvenga a regola d'arte?Si parla spesso dell’esposizione delle balle di acqua ai raggi solari: questo tipo di esposizione, se prolungata, genera microrganismi all'interno della bottiglia di plastica..pensiamoci. Non necessariamente la soluzione più rapida è la migliore.

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