Avete voglia di comprare del
pesce ma, arrivati al bancone del vostro supermercato o punto vendita scatta il
panico?
Comprensibile visti gli ultimi
risvolti di Fukushima e visto il fatto che la soglia di radioattività delle acque
sta camminando velocissima e lo farà ancora per diversi decenni, contaminando progressivamente
anche la fauna e la flora che vi abitano.
L’attenzione è un po’ calata su
questo argomento, ma se andiamo a ricercare notizie, ecco apparire articoli su “tumore
da ingestione di pesce del Pacifico“ per esempio: http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=2153
Personalmente sono spaventata
perché reputo questo alimento un buon sostitutivo della carne, che non amo
molto mangiare.
Per non scoraggiare nessuno ad
acquistare pesce in generale, presi dal dubbio della provenienza, ecco delle
semplici informazioni da tenere a mente.
Innanzitutto i banchi pesca sono
obbligati a riportare sulle etichette che mostrano il prezzo, anche la
provenienza del prodotto.
Potrete quindi sapere dove il
pesce che state acquistando è stato pescato. Due le modalità: l’etichetta con
il nome dell’oceano in questione oppure un numero, non scelto a caso, che
delinea la zona di pesca rispetto alla mappatura tracciata dalla FAO http://www.fao.org/home/en/
Personalmente ho scoperto nella
mia zona un punto vendita che adotta quest’ultimo metodo: riporta quindi i numeri delle aree di appartenenza del pesce
vicino al suo prezzo e affisso alla parete -adiacente il bancone- ha
posizionato la mappa della FAO, che identifica geograficamente le diverse zone
che quegli stessi numeri rappresentano. Lo trovo un metodo visivo molto
efficace, che preferisco rispetto all'altro.
Fate quindi attenzione a queste importanti informazioni e vedrete che benefici avrete in termini di tranquillità che solo un consumatore consapevole può aspirare a raggiungere.
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